Bartali: prima tappa

  Drammaturgia contemporanea
IL PROGETTO

Il bene si fa, ma non si dice.
E certe medaglie si appendono all'anima, non alla giacca.

Siamo nel 1943, nel clima di tensione della Seconda Guerra Mondiale. In scena un ragazzo, appassionato di ciclismo, che si fa chiamare “I’ Bartali”, perché è il suo ciclista preferito. Innamorato delle corse e della sua bicicletta, si inventa un “Giro d’Italia” tutto suo: fa parte della rete di assistenza clandestina e ogni giorno si deve occupare di portare abiti, cibo e documenti falsi ad ebrei nascosti nella campagna toscana. Il suo sogno di essere proprio come “Ginettaccio” si realizza. Il finto Bartali, come quello vero, fanno del bene senza che si sappia e sfruttano il talento di saper correre in bicicletta per svolgere la loro ardita missione.

Tra dettagli biografici e aneddoti curiosi, lo spettacolo supera l'immagine del ciclista dalle indiscusse doti, per svelare un uomo fuori dagli schemi, che trasportava carte d’identità false nel telaio della sua bicicletta da Firenze ad Assisi: dovendosi allenare anche se l’attività sportiva ufficiale era ferma, il ciclista aveva la possibilità di viaggiare attraverso le strade senza essere fermato ai posti di blocco, o se fermato, la sua fama gli permetteva di non essere soggetto a troppe domande.

CREDITI

Da un’idea di Paola Bigatto e Lisa Capaccioli
Con Francesco Dendi
Testo e regia Lisa Capaccioli

Tecnica, luci e video
Alessandro Di Fraia, Chiara Nardi

Si ringrazia Enrico Capecchi

Una produzione Factory TAC / La Gualchiera
In collaborazione con Officine Meraki

Progetto speciale Radicondoli Festival 2017

Foto di scena

Scatti di Elisa Marmugi e Giulio Rivelli

Trailer

Lisa Capaccioli